Il sistema treno-binario-struttura, presenta
però, sostanziali differenze rispetto
ad un sistema dinamico classico, infatti, il
moto relativo del sottosistema treno, rispetto
al sottosistema binario-struttura, produce una
variazione continua delle caratteristiche meccaniche
del sistema treno-binario-struttura.
I modelli teorici proposti in letteratura si
basano sull'ipotesi che, in assenza di distacco
tra ruota e rotaia, gli spostamenti verticali
della ruota, possono essere calcolati, ad un
istante generico, a partire dai gradi di libertà
della rotaia (spostamenti e rotazione dei nodi
della rotaia immediatamente precedenti e successivi
al punto di contatto ruota-rotaia) e dalle funzioni
di forma che descrivono lo spostamento verticale
della rotaia.
Tale ipotesi instaura una relazione di vincolo
tra lo spostamento verticale del punto di contatto
e gli spostamenti della rotaia, essendo possibile
scrivere il primo come combinazione lineare
dei secondi.
Altri metodi proposti suddividono lo studio
di tale sistema in due fasi.
Nella prima viene compiuta l'analisi del sottosistema
binario-struttura soggetto a forze viaggianti
di intensità costante, che simulano le
azioni esercitate dagli assi del convoglio.
Nella seconda fase, gli spostamenti della rotaia
calcolati precedentemente, vengono imposti agli
assi del convoglio, determinando quindi il moto
di quest'ultimo e cioè gli andamenti
temporali delle accelerazioni in cassa, le forze
scambiate tra ruota e rotaia, ecc.
Per quanto riguarda l'analisi isolata al sottosistema
binario, le problematiche principali concernono
la definizione del modello meccanico e delle
sue irregolarità.
Nei modelli più semplici proposti in
letteratura il binario non viene considerato
affatto e la traiettoria delle ruote del rotabile
viene assunta coincidente con la deformata della
struttura.
Il modello meccanico più frequentemente
utilizzato per rappresentare il binario consiste
in una trave elastica, simulante la rotaia,
collegata alla struttura principale mediante
il sistema traverse-massicciata.
Quest'ultimo viene in genere rappresentato da
sistemi elasto-viscosi lineari situati in prossimità
delle traverse.
Nel presente lavoro si descrive lo studio teorico
e la modellizzazione tramite metodologia FEM
di un nuovo trasduttore da applicare nel gambo
della rotaia, atto alla misura del carico verticale
e della forza laterale dovuti al transito di
rotabili sulla linea ferroviaria, e della deformazione
longitudinale dovuta alla dilatazione termica
della rotaia.
Tale trasduttore è costituito da una
bussola cilindrica, opportunamente modellata
per poter essere strumentata con estensimetri
elettrici, al fine di rilevarne la deformazione
attraverso la variazione della resistenza elettrica
del conduttore.