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La rotaia viene considerata come una trave a sezione costante, poggiata
su vincoli cedevoli: le traversine, le cui sollecitazioni esterne possono
essere suddivise in forze normali e in forze parallele all'asse. Come riportato in figura 3.1 le sollecitazioni esterne sono riassumibili in: · una forza verticale Q, che genera sforzi di taglio e momenti
flettenti sul piano verticale della rotaia, il cui punto di applicazione
non risulta essere centrato sul bulbo della rotaia, questo perché
le rotaie vengono posate con una piccola inclinazione (1 : 20 in Italia
e 1 : 40 nel resto d'Europa) ed inoltre il punto di contatto si sposta
in funzione della posizione laterale della sala e del profilo della ruota; La rotaia è quindi interessata da tensioni di compressione e flessione
date dalle forze verticali, tensioni di flessione date dalle forze laterali
e tensioni di torsione date dalle forze verticali e laterali che agiscono
disassate rispetto agli assi neutri.
Figura 3-2 : Diagrammi di sforzo. 3.2 Descrizione di calcolo. In letteratura vengono esposti diversi metodi per il calcolo della rotaia, qui di seguito si riportano i più noti. [1] 3.2.1 Metodo Winkler Winkler considera la rotaia come una trave continua di lunghezza infinita, sostenuta da appoggi isolati, non cedevoli, e con una serie di carichi Q uguali e disposti in modo che in un intervallo tra due traverse non se ne trovi più di uno. Figura 3-3 : Modello Winkler
Il modello in questione tiene conto dei cedimenti delle traverse sulla massicciata e quindi dell' asse della rotaia, supponendo che gli abbassamenti degli appoggi siano proporzionali alle pressioni agenti.
Tabella 3.1: Valori del coefficiente k in N/cm3 pei i diversi tipi di sottofondo.
(3.2) con k il coefficiente di piattaforma, il cui valore varia con il tipo di massicciata e con la natura del sottofondo in un intervallo variabile tra 50 e 250 N/cm3. Sono stati considerati in particolare tre casi di sollecitazione: con due, quattro e tre campate, con carichi posti sugli appoggi, nel primo e nel secondo caso e nella mezzeria di una campata nel terzo caso. 1° caso - La trave è considerata continua a due sole campate eguali e di lunghezza a, con un solo carico applicato Q sull' appoggio centrale.
(3.3) (3.4) in cui y descrive la caratteristica elastica del binario, e si definisce come il rapporto tra B modulo di rigidità della rotaia e D modulo di cedevolezza della traversa. con: ER = modulo di elasticità della rotaia; (3.5)
indicando con l la semilunghezza della traversina e con r la distanza dei carichi dalla mezzeria della traversa, che per linee a scartamento ordinario vale 75 cm. 2° caso - La rotaia è considerata come una trave continua
a quattro campate con i carichi Q in corrispondenza del secondo e del
quarto appoggio. (3.8)
(3.9) Figura 3-6 : Metodo Zimmermann a tre campate.
3.2.3 Altri metodi di calcolo Un possibile errore di calcolo del metodo Zimmermann è dovuto al fatto che non permette di considerare le effettive condizioni di carico. Il metodo Timoshenko-Saller-Hanker è basato sull'osservazione che, nei casi pratici, l'inflessione della rotaia tra due traverse è trascurabile rispetto all'abbassamento totale dovuto alla cedevolezza della fondazione (il rapporto varia tra 1 : 10 e 1 : 20), pertanto è ammissibile considerare idealmente l'appoggio continuo il cui effetto sulle rotaie corrisponde a quello della reale struttura a traverse. Il calcolo Vogel, basandosi sulle teorie precedenti, considera le seguenti condizioni, presentandosi come uno dei calcoli più completi: · le rotaie sono inclinate, quindi varia la determinazione della distanza r dalla mezzeria della traversa. (3.10) s lo scostamento; · le traverse nella zona centrale non sono rincalzate per una
zona di data larghezza; 3.3 Stabilità trasversale della rotaia. Talvolta può verificarsi il rischio che la rotaia possa perdere
la propria configurazione normale, per assumerne una, deformata rispetto
alla precedente, per instabilità del suo equilibrio elastico. Secondo Sabatini, [1] ammettendo che: · la resistenza ra dello spostamento longitudinale per unità di lunghezza, sia costante; · la resistenza allo spostamento trasversale risulti variabile secondo la legge di Winkler; · la deformazione della rotaia avvenga secondo una funzione sinusoidale predefinita, con un numero d'onda pari o dispari; si può ricavare il valore della lunghezza critica della rotaia, cioè quel valore che per effetto di una variazione termica, presenta il pericolo di una inflessione laterale: in cui k è il modulo di cedimento trasversale del binario per
unità di lunghezza, E il modulo di elasticità longitudinale
ed I il momento d'inerzia del binario con asse neutro verticale. (3.12) con DT l'aumento della temperatura rispetto all'atto della posa, a il coefficiente di dilatazione lineare ed A pari a due volte l'area della sezione della rotaia. Altro metodo, forse più aderente al fenomeno reale, è quello
fornito da Dei Poli in cui si ipotizza che la reazione ra cresca in un
primo tempo linearmente, per poi mantenersi costante e uguale al valore
dell'attrito di strisciamento.
Questa funzione presenta l'andamento mostrato in figura 3-6, il passaggio
dal massimo al minimo avviene in maniera repentina, tale da determinare
il dissesto del binario. Figura 3-7 : Andamento di et in funzione di y che lega la dilatazione unitaria della rotaia con lo scostamento laterale rilevato sperimentalmente. Le teorie fin qui esposte, pur descrivendo alcune situazioni di instabilità,
non possono avere la presunzione di fornire indicazioni concrete, pertanto,
si è sentita la necessità di intraprendere una campagna
di prove sperimentali, al fine di determinare la reale entità delle
grandezze in gioco (a cura dell' S.N.C.F. sul territorio francese a Vitry-sur-Seine).
Figura 3-8 : Deformata di una rotaia con carico Y applicato nel punto C.
i. prove statiche su binari scarichi sottoposti all'azione di una forza
orizzontale Y ed una variazione termica uniforme; Figura 3-9 : Andamento dello scostamento d in funzione dell'entità
· la zona AB, detta controfreccia, con deformazioni opposte ad Y, risulta più accentuata con sollecitazioni termiche elevate; · la lunghezza d'onda della deformata ( ) diminuisce all'aumentare del salto termico DT, a parità di sforzo Y applicato, mentre aumenta al crescere di Y con DT costante; · la zona interessata dall'onda principale varia da 2.4 a 3.2 metri, interessando non più di sei traverse con interasse di 60 centimetri; · le curve H = f (d) permettono di definire il valore critico Hc dello sforzo trasversale come quello che limita il campo delle piccole deformazioni residue; · lo stato di sollecitazione termica ha poca influenza sul valore di Hc anche se il salto termico è elevato; · lo sforzo trasversale critico Yc, varia quasi linearmente con il carico trasversale Q e con il transito dei rotabili; · l'ampiezza della deformazione dc, relativa al carico critico aumenta col salto termico ma diminuisce notevolmente con il grado di stabilizzazione del ballast; · operando a sforzo trasversale costante si rileva che in un primo campo di valori di Y si ha tendenza ad una stabilizzazione, mentre per valori di H più elevati si hanno ampiezze di deformazione dc sempre più crescenti. 3.4 Ideazione del nuovo trasduttore In base alle considerazioni riportate nel presente lavoro, si è pensato di sviluppare un trasduttore per la misura del carico verticale Q, del carico laterale Y, dovuti al transito di rotabili sulla linea ferroviaria, e della deformazione longitudinale causata dalla dilatazione termica della rotaia. Avendo stabilito che le due forze Q ed Y creano degli sforzi di taglio sulla rotaia lungo due distinte direzioni, si è pensato di valutare una porzione di volume interna al gambo della rotaia, realizzando una bussola cilindrica da inserire in un foro passante ricavato nel gambo stesso. L'operazione di foratura delle rotaie è consentita dalla norma UNI 3141, aprile 1991 - rotaie per linee ferroviarie - tipi, dimensioni, tolleranze, in cui si riportano le seguenti indicazioni: i fori devono essere eseguiti esclusivamente con macchina utensile ad asportazione di truciolo; gli assi dei fori devono risultare normali al gambo della rotaia; gli spigoli dei fori devono avere uno smusso a 45° largo 2mm; le superfici devono essere cilindriche e lisce; su rotaie UIC 60 il diametro massimo del foro deve essere pari a 29 mm con tolleranza mm; su rotaie UIC 60 l'altezza dell'asse del foro dalla base del gambo della rotaia deve essere di 76.25 mm con tolleranza mm;
Si è pertanto optato per la realizzazione di una bussola con al
suo interno una torretta a forma di prisma a sezione quadrata posizionata
con due facce parallele alla sezione longitudinale della rotaia. · precisione attendibile; · maneggevolezza e facilità di montaggio; · resistenza nel tempo; · economicità di realizzazione. Per la misura delle deformazioni si ricorre all'estensimetria elettrica
a resistenza. · trasduttore a corpo unico ottenuto dal pieno attraverso opportune lavorazioni di tornitura e fresatura; · trasduttore doppio corpo composto dalla bussola di montaggio
e dalla torretta di misurazione. In appendice A vengono riportati i disegni di progetto, in appendice B un preventivo di realizzazione.
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